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mercoledì 4 gennaio 2012

0°, ossia si muore di freddo

Sì, fa davvero freddo e per una che si sposta sempre e comunque in bici può anche essere un problema da non sottovalutare. Però l'inverno ci vuole, no? Non ci fosse la nebbia (che in questi giorni è tornata a trovarci) credo sia il periodo con le albe e i tramonti più belli. Anzi, molte sere di dicembre si vedevano bene anche le stelle.
Va bene, mi sa che dopo questi convenevoli vi devo qualche notizia sui miei esperimenti culinari visto che non vi ho più postato nulla. Dunque le mie ricette per Cuochi&Fiamme sono praticamente pronte e anche se non ve ne darò un'anteprima vi prometto che dopo la trasmissione ne riceverete una descrizione dettagliatissima ;)
Invece quello che volevo consigliarvi oggi è un libro.
Si tratta dell'ultimo libro di Daniel Glattauer "In città zero gradi". Sì, vi ricordate di "Le ho mai raccontato del vento del Nord"?, ecco, questo romanzo tiene il colpo rispetto al primo. Quindi lasciate perdere il seguito del vento del Nord che non aggiunge nulla al primo romanzo che è davvero un gioiellino, e buttatevi nella sua ultima fatica.
Le pagine non sono molte, probabilmente nemmeno le pretese, eppure è molto carino. Questa volta non aspettatevi delle e-mail, il tutto è molto più lineare, con un bel narratore esterno, ma non per questo il tutto risulta banale, anzi. Più o meno è come sentire qualcuno che ti racconta una storia, ma questa storia è come se fosse capitata a qualcuno che hai incontrato, ad un amico di amici magari, qualcuno che ti potrebbe capitare di incontrare breve e con cui dovrai fingere che nessuno ti abbia raccontato nulla. Fondamentalmente è questo il pregio del libro: non pretende di raccontare una grande storia, la vicenda non si sviluppa nemmeno in un grande lasso di tempo, gli episodi sarebbero potuti capitare a chiunque, anzi, forse qualcuno potrebbe anche riconoscervisi, eppure non è una semplicità banale, è una semplicità umana.
Insomma, se lo leggete sarà un po' come uscire a bere una cioccolata con un amico e sentire cos'ha da raccontarvi e con il freddo che fa una bella cioccolata ci starebbe davvero bene, non credete anche voi? ;)

Xoxo

venerdì 5 agosto 2011

Consigli letterari /2

Rieccomi qui!
Mi è venuto in mente ora che all'inizio dell'anno mi è capitato di leggere un romanzo decisamente interessante. Non era un'ultima uscita, ma generalmente arrivo sempre dopo. Si tratta di "Le ho mai raccontato del vento del nord" di Daniel Glattauer.
Mi è capitato in mano un po' per caso e ammetto che il titolo e la copertina mi hanno convinta a prenderlo. Per il resto non sapevo nulla nè della storia nè dell'autore. Quando l'ho aperto e ho visto che si trattava di un continuo scambio di e-mail mi è venuto un po' male. Non sono mai riuscita a leggere un romanzo epistolare. Un romanzo composto da e-mail mi sembrava un incubo. Ma siccome sono testarda e il libro non è molto voluminoso ho deciso che l'avrei comunque iniziato e meno male!
Il problema maggiore per un singolo scrittore che si trova a inviare e-mail da personaggi differenti è rischiare di mescolare i caratteri o la "parlata" caratteristica. È un errore che Glattauer non commette mai, anzi, riesce così bene nell'impresa che dopo non molte pagine chi sta parlando si riconosce alla perfezione senza dover andare a leggere la firma. Non vi svelo nulla della storia, ma anche lì bisogna ammettere che all'autore piace correre rischi. ha scelto un argomento che poteva facilmente scvolare nella banalità e in qualche punto ci si ritrova a dirsi "ecco, ora va' a finire lì" e invece è sempre in grado di stpire piacevolmente. La parte più complessa è sempre il finale, ma anche qui Glattauer ha una destrezza tutta particolare. si rimane con il libro in mano dopo vaer voltato l'ultima pagina e si ha la sensazione di aver appena accompagnato all'aeroporto un caro amico che parte per un lungo viaggio. Se non ho letto il seguito è solo perchè avevo paura che non rispettasse le mie altissime aspettative dopo aver terminato questo, ma chissà, magari un giorno troverò il coraggio. Nel frattempo ve lo consiglio se avete voglia di distrarvi un po' (magari in spiaggia o in piscina?) ma con della buona letteratura che non si dimentica dei sentimenti, nè della buona scrittura.
Buona lettura!



Xoxo

lunedì 1 agosto 2011

Inauguriamo i... Consigli letterari!

Premessa: adoro leggere, ma non sono facile da accontentare. Per questa ragione è piuttosto difficile che un libro riesca realmente ad entusiasmarmi e a finire nella mia magica rubrica dei migliori libri letti. Perciò non so quanti libri vi consiglerò, nè se vi piaceranno perchè i miei gusti sono strani.
Detto ciò passiamo al vero protagonista:


Come sono arrivata a questo libro? Beh, me ne ha parlato Matteo perchè glielo aveva consigliato Gabriele, che lavora in una libreria qui di Pavia, ma che non aveva ancora avuto occasione di leggerlo. Così l'ho fatto io. Sapendo che a lui non piace leggere narrativa non mi aspettavo un romanzo e, infatti, non lo è, ma la storia è più valida di qualsiasi romanzo che abbia letto ultimamente. La vita supera sempre la finzione in un modo o nell'altro.
Dunque, il titolo è Hemingway contro Fitzgerlad. Il racconto di un'amicizia difficile; di Scott Donaldson, Edizioni e/o. Si tratta di undici capitoli per 476 pagine che narrano le vicende personali dei due più grandi autori americani che, a mio parere, siano mai esistiti e mai esisteranno, la loro amicizia, i rapporti difficili con la famiglia, la vita letteraria, insomma: tutto. Se amate questi autori come me, o anche solo uno dei due; o se vi interessa approfondire cosa ci sia dietro ad un genio letterario così grande non riuscirete a staccarvi dal libro. Io l'ho iniziato venerdì e l'ho finito oggi, contate che, però, venerdì sono stata a Milano e sabato e domenica a Roma, quindi non ero esattamente in casa/spiaggia/piscina a leggere!
Vi riporto il retrocopertina:
Ciò che Fitzgerald amava di Hemingway era la versione idealizzata di quel tipo d'uomo - coraggioso, stoico, autorevole - che lui non sarebbe mai stato. Ciò che Hemingway amava di Fitzgerald era la vulnerabilità e il fascino che il personaggio in cui si era calato gli imponeva di disprezzare. In effetti, erano tutti gli ingredienti di una storia toccante: quella di un grande scrittore che non si risparmia le umiliazioni, cercando invano il sodalizio con un altro scrittore dal cuore duro come la pietra.
Due scrittori, due uomini, un'amicizia che finisce male. Eppure tutto era iniziato bene nella Parigi degli anni Venti dove vivevano i più brillanti tra i giovani talenti americani, da John Dos Passos a Gertrude Stein. Fitzgerald, reduce dal recente trionfo del Grande Gatsby, incontra Hemingway che cerca un editore per il suo primo libro. Fitzgerald l'aiuta. Hemingway non glielo perdonerà mai.
Uno straordinario libro sul lavoro, sulla psicologia e sulla vita privata degli scrittori; sull'amicizia, la gelosia, la cattiveria negli ambienti letterari; sui trionfi e sulle catastrofi dell'alcol nella vita degli autori. Due uomini, due miti, due Americhe, due diverse parabole verso la stessa autodistruzione.
Scott Donaldson è uno dei massimi esperti della vita e dell'opera di Hemingway e Fitzgerald.

Che dirvi, buona lettura!

Xoxo